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HIV e AIDS

  • Cosa sono HIV e AIDS?

    L’HIV (virus dell’immunodeficienza umana) è un virus che colpisce il sistema immunitario, responsabile della difesa dell’organismo contro malattie e infezioni. Se ignorato o non scoperto, può evolversi in AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita). Ad oggi non esiste una cura per HIV e AIDS, ma i farmaci disponibili permettono di arginare il problema e vivere una vita normale.

     

    HIV

    Cerchiamo di fare chiarezza e capire cosa siano effettivamente HIV e AIDS. L’HIV è noto anche come virus dell’immunodeficienza umana, direttamente dall’acronimo in inglese (Human Immunodeficiency Virus). La condizione che ne scaturisce è chiamata sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) e, come indicato dal nome stesso,viene contrattanel tempo, non alla nascita. A seconda dell’utilizzo o meno di una terapia adeguata, si possono identificare tempi differenti di sopravvivenza del virus. Come chiaritonella home page, è possibile contrarre l’HIV e ad oggi non esistono cure certe, ma tramite i farmaci è possibile vivere una vita normale senza cambiamenti drastici: tutto sta nel rilevarlo e rendersi conto di esserne affetti. Proprio qui viene in aiuto l’auto-test HIV INSTI.

    L’HIV va ad incidere sulle infezioni croniche, difficilmente individuabili da parte della normale risposta immunitaria: queste, nel tempo, divengono sempre più problematiche e possono portare anche alla morte. La sopravvivenza media per chi si cura aumenta di diversi anni e, come illustrato in precedenza,è possibilecondurre normalmente la propria vita senza incorrere in problematiche fatali, semplicemente facendo attenzione. Per chi non si rende conto della problematica o la ignora, la sopravvivenza stimata dopo aver contratto l’HIV è compresa tra 9 e 11 anni, a seconda dell’origine della malattia. Non si tratta di un solo virus insomma, ma di una patologia ben delineata. Cerchiamo anche di analizzare i meccanismi di contagio di questo virus.

    L’attenzione che viene posta su HIV e l’AIDS, più avanti illustrata nel dettaglio, è da tempo molto elevata. Le campagne informative fanno molto spesso riferimento alla vita e agli accorgimenti sessuali degli individui: l’HIV, infatti, può essere contratto tramite uno scambio di sangue, sperma, liquido vaginale, pre-eiaculazione e latte materno. Una madre infetta ignara pertanto potrebbe contagiare il proprio bambino. Vengono inoltre trattate le precauzioni sul piano sessuale per ridurre i rischi di eventuali problematiche sicuramente molto importanti dal punto di vista della salute.

    Per comprendere cosa è possibile ottenere riguardo alla prevenzione dell’HIV è necessario trattare l’argomento prima da un punto di vista generale.Secondo alcuni studi esiste una correlazione tra la vaccinazione contro il vaiolo e la protezione nei confronti dell’HIV: è stato rilevato che le persone vaccinate hanno una possibilità di contrarre il virus HIV ben cinque volte inferiore rispetto ai non vaccinati.Non si conoscono precisamente i collegamenti tra le due patologie. Per gestire in maniera ottimale la prevenzione è necessariostudiare quali sono i mezzi per contrarre la malattia: molti, come visto in precedenza, sono legati all’attività sessuale.

    Il contagio avviene se lo sperma o il liquido vaginale, oltre al sangue stesso della persona infetta, entra in contatto con il sangue della persona non infetta: da qui ha inizio il processo descritto. In merito a componenti ematiche, è necessario prestare attenzione anche a strumenti che possono essere andati a contatto con sangue infetto, come ad esempio siringhe contaminate in una struttura sanitaria o in ambito chirurgico. È necessario fare attenzione anche a casa e utilizzare esclusivamente prodotti controllati e sterili. Gli oggetti con sangue contaminato non devono assolutamente entrare in contatto con soggetti non infetti.

     

    AIDS

    L’AIDS, come anticipato nella parte relativa all’HIV, è conosciuto come sindrome da immunodeficienza acquisita; l’acronimo, nel nostro Paese,Francia, Spagna e Portogallo, diventa SIDA. La malattia è causata dall’HIV, che abbiamo trattato in modo approfondito. L’AIDS è molto pericoloso: come evidente nel nome, rende molto più vulnerabili alle infezioni e in modo particolare ai tumori. In sintesi, l’AIDS può essere visto come una conseguenza all’HIV: come spiegato,colpisce il sistema immunitario e può portare all’AIDS, rendendo il soggetto infetto più vulnerabile agli agenti esterni.

    È importante dunque prestare attenzione a ciò che riguarda le modalità di trasmissione trattate in precedenza, in modo da avere sempre accortezza per la prevenzione. A mano a mano chela patologia progredisce, si è maggiormente vulnerabili a problematiche dal punto di vista infettivo. L’esposizione aumenta, e da qui l’importanza di controllarsi: con il test INSTI è possibile capire in pochi minuti se siamo a rischio infezione o siamo infetti. Mediante questo il test è possibile verificare se si è a rischio e se è il caso di intervenire, in caso positivo; in caso negativo si può stare tranquilli e procedere senza preoccupazioni. Come illustrato nella home page, la precisione è assoluta.

    La parte più importante del processo, anche in caso di risultato negativo al test (quindi se non si è infetti), rimanela prevenzione attiva: non esiste farmaco o vaccino che possa contrastare in modo diretto l’HIV e, di conseguenza,l’AIDS. Ricordiamo dunque di adottaresempre le corrette precauzioni in ambito sessuale e in ambiente medico di usare esclusivamente materiale perfettamente sterilizzato e privo di residui ematici di altri pazienti, dato che potrebbe essere la causa scatenante dell’infezione. I farmaci possono migliorare la situazione senza arginarla, mettendola in standby o addirittura bloccando completamente il decorso e l’evoluzione dell’infezione.

    Questi farmaci, però, non sono disponibili in tutti i Paesi per problemi di costi: da qui l’estrema attenzione alla prevenzione. Bisogna prestare attenzione anche all’impatto sociale: contrarre questo tipo di virus, se la cosa diventa nota, può portare all’esclusione da parte degli altri membri del gruppo o della propria cerchia di amici, a causa della paura e della mancata informazione riguardo questo tipo di patologia, di cui non si parla mai abbastanza. Chi si accosta ai test per la prevenzione e verifica si trova già più avanti della massa.

  • Come si trasmette l’HIV?

    L’HIV si trasmette attraverso il contatto con sangue, sperma, liquido preseminale, secrezioni rettali, fluidi vaginali o latte materno di una persona infetta. Il contagio può avvenire mediante rapporti sessuali non protetti.

    Inoltre, il contagio può avvenire mediante la condivisione di siringhe o aghi infetti.

    Quando una donna è affetta da HIV, può trasmettere il virus al figlio durante la gravidanza, il parto o l’allattamento. Infine, è possibile restare contagiati dall’HIV attraverso una trasfusione di sangue, sebbene ciò sia oggi molto raro.

    L’HIV non si trasmette da una persona all’altra attraverso il contatto casuale. Non c’è rischio di infezione nel condividere cibo, piatti, utensili, abiti, lenzuola, letto o bagno con una persona affetta da HIV.

    Il virus non si diffonde attraverso il contatto con sudore, lacrime, saliva o con un bacio casuale a una persona infetta. Non si resta contagiati mangiando il cibo preparato da una persona affetta da HIV. E il virus non si trasmette con le punture d’insetto.

Auto-Test HIV INSTI®

  • Come funziona il test?

    Il test, tramite la tecnologia flow-through, rileva la presenza degli anticorpi HIV-1 e HIV-2 nella goccia di sangue ricavata dal prelievo.Non viene rilevata la presenza del virus in sé, ma degli anticorpi anti-HIV. L’auto-test HIV INSTI è semplice da utilizzare e fornisce un risultato preciso; è ovviamente necessario seguire attentamente le istruzioni. Con il Test HIV INSTI è possibile rilevare il virus a 21-22 giorni dal contagio, ma può essere necessario un decorso di 3 mesi: un test con esito negativo, pertanto, potrebbe non essere attendibile se non sono trascorsi 3 mesi dal contagio.

  • Quanto è affidabile il test?

    Molti studi hanno dimostrato che questo test HIV casalingo è molto preciso, se eseguito nel modo corretto. La precisione si misura in sensibilità (tutti i pazienti positivi vengono rilevati) e specificità (tutti i pazienti negativi vengono rilevati); l’auto-test HIV INSTI ha una sensibilità del 99,8-100% e una specificità del 99,5-99,8%.

  • Cos’è il “periodo finestra”?

    Il periodo finestra è il lasso di tempo che intercorre tra il momento dell’infezione da HIV e quello in cui il test è in grado di produrre un eventuale risultato positivo. Con l’auto-test HIV INSTI® la presenza del virus è rilevabile dopo soli 21-22 giorni dell’infezione; talvolta, tuttavia, il test non è in grado di produrre un eventuale risultato positivo prima di 3 mesi.

    Pertanto, un risultato negativo può non essere accurato se non sono trascorsi 3 mesi dal contagio. Pensi di esserti esposto all’HIV negli ultimi 3 mesi? I risultati del test sono negativi? Allora, dovresti eseguire nuovamente il test una volta decorsi almeno 3 mesi dall’esposizione al virus.

Risultati

  • Come posso sapere se ho eseguito correttamente il test?

    L’auto-test HIV INSTI® ha un pallino di controllo incorporato che rivela se il test è stato eseguito correttamente e se è stata aggiunta la giusta quantità di sangue dal polpastrello. Se il pallino di controllo non appare, il test non ha funzionato. In questo caso, getta via il test e ripetilo con un nuovo kit.

    Solo se il pallino di controllo è visibile significa che il risultato è negativo e probabilmente non hai l’HIV.

    Se sono visibili due pallini, il risultato del test è positivo. Questo significa che probabilmente hai l’HIV. Sebbene i risultati dell’auto-test HIV INSTI® siano molto accurati, DEVI ottenere conferma della diagnosi da un medico al più presto possibile, per iniziare immediatamente il trattamento. Se il risultato è positivo, è essenziale per la tua salute e il tuo benessere che tu ti rivolga a un medico.

  • Cosa devo fare se il risultato è negativo?

    Continua a prendere gli accorgimenti necessari per rimanere negativo e ridurre i rischi di esposizione all’HIV, praticando sesso sicuro e adottando gli altri metodi di prevenzione.

    Se ritieni di esserti esposto al virus negli ultimi 3 mesi, ripeti il test dopo 3 mesi.

    Infine, se sei una persona ad alto rischio di contrarre l’HIV, ti raccomandiamo di eseguire il test ogni 3-12 mesi.

  • Cosa devo fare se il risultato è positivo?

    Vai dal tuo medico o nel centro diagnosi HIV più vicino, per eseguire un test di conferma. Ricorda: qualsiasi self test HIV è solo un test di screening e non una diagnosi definitiva.